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Cittadine interne

mappa dell'itinerario di reggio emilia

 

Cittadine interne

Tra palazzi, artisti e signori dell’epoca

 

In prossimità del fiume Po, piccole signorie indipendenti, durante il rinascimento italiano, hanno caratterizzato d’arte e di cultura luoghi e territori a poca distanza dalla città di Reggio Emilia.

Da allora, sono trascorsi secoli ma ancora oggi queste antiche piccole e vivaci capitali conservano il segno del passato splendore: Correggio, Novellara e San Martino in Rio. Nel 1452 I’imperatore Federico lll riconobbe ai Da Correggio il titolo di Conti.

 

Cominciò allora il periodo, durato circa un secolo, di maggiore fortuna della città e dei suoi Signori. La Corte divenne polo di attrazione della vita politica e sociale, sede di un’intensa attività diplomatica e culturale. Vi furono ospitati Ludovico il Moro, Ludovico Ariosto, il Bembo, il Molza, Bernardo Tasso, e molti altri fra i più importanti artisti e signori dell’epoca. Gli stessi esponenti locali della politica e della cultura furono di altissimo livello: sopra tutti, Antonio Allegri.

 

Da visitare Palazzo dei Principi ed il Museo Civico Il Correggio che raccoglie opere e materiali di rilevante interesse artistico, proprietà pubbliche e collezioni private dei Da Correggio. Espone reperti archeologici tra cui pregevoli lavori di Andrea Mantegna, Girolamo Donnini, Mattia Preti, Baldassare Aloisi detto il Galanino, Francesco Madonnina, Mauro Soderini, Luigi Asioli, Adeodato Malaltesta, Vincenzo Vela.

 

Di Antonio Allegri sono presenti la Pietà, il Volto di Cristo. A San Martino in Rio merita una visita la Rocca Estense; dopo essere stata distrutta da Federico Barbarossa nel 1167, fu ricostruita e passò ai Roberti di Reggio Emilia. Verso il 1420 venne conquistata dagli Estensi e dal 1501 da un ramo degli Este.

 

Infine, dalla seconda metà del XVIII secolo, passò ai Rango d’Aragona. La struttura a pianta quadrangolare conserva intatta una torre angolare quadrata, con merlatura ghibellina. Nell’interno, gli ambienti più significativi sono la Cappella di S. Giovanni (XV secolo) e alcune stanze con cassettoni dipinti, affreschi e stucchi risalenti ai secoli XV-XVIII. La Rocca ospita la Biblioteca ed il Museo dell’Agricoltura e del Mondo Rurale.

 

Altra città dominata dai Gonzaga per quasi quattrocento anni, dal 1371 al 1728, è Novellara. Qui si può visitare la Rocca che si erge nel centro cittadino ed è il monumento più significativo della cittadina gonzaghesca. I lavori per la costruzione dell’imponente fortezza- dimora furono iniziati da Guido Gonzaga nel 1385.

È soltanto però oltre la metà del Quattrocento che la Rocca acquista consistenza di fortilizio. Agli inizi del 500 cominciò la serie di interventi che trasformarono gradatamente la fortezza in castello rinascimentale destinato più alla vita di corte che alla difesa. Sotto la direzione di Lelio Orsi, fra il 1561 e il 1566 furono aggiunti il secondo piano e la loggia.

 

Lo stesso Orsi affrescò gli appartamenti del piano nobile, la loggia, il teatro di corte e le sale d’onore al piano terra. In diverse sale (ora occupate dal Museo Gonzaga) vi sono soffitti a cassettoni e splendidi camini in marmo di Verona, decorazioni a festoni e grottesche. Nell’angolo Sud Est della Rocca è situato il Teatro e vi si accede dal cortile interno. Costruito dal 1862 al 1868 su progetto del reggiano Antonio Tegani, sostituisce i due teatri precedenti.

Il primo Cinquecentesco dell’Orsi (distrutto all’inizio del Settecento), il secondo Settecentesco. È un delizioso classico teatro d’opera all’italiana, costruito su modello dei teatri di Reggio Emilia e Carpi.

 

 

 

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